GEOGRAFIE SACRE. PELLEGRINI DELLA CONOSCENZA. PROGETTO DELL’ARCIDIOCESI DI LUCCA
Si segnala questa iniziativa da parte dell’Arcidiocesi di Lucca.

«Cosa ci spinge a metterci in cammino?»
… … Camminare significa imparare a leggere la realtà passo dopo passo, senza pretendere scorciatoie. Il pellegrinaggio è un esercizio di libertà: lasciare ciò che pesa per ritrovare ciò che conta e così il pellegrino scopre che la meta non è mai solo un luogo, ma un volto, una relazione, un dono. La meta, che il pellegrino persegue, illumina il suo cammino, ma è il cammino che prepara il cuore alla meta tutto questo perchè il pellegrino non possiede nulla, ma tutto gli è dato: le persone, l’ospitalità, la meraviglia, la gratitudine… … mons. Paolo Giulietti
Come afferma papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli Tutti”, la parola “cultura” indica qualcosa che è penetrato nel popolo, nelle sue convinzioni più profonde e nel suo stile di vita. Se parliamo di una “cultura” nel popolo, ciò è più di un’idea o di un’astrazione. Comprende i desideri, l’entusiasmo e in definitiva un modo di vivere che caratterizza quel gruppo umano. Dunque, parlare di “cultura dell’incontro” significa che come popolo ci appassiona il volerci incontrare, il cercare punti di contatto, gettare ponti, progettare qualcosa che coinvolga tutti.
Percorrendo questo cammino di incontro “fatto cultura” l’Ufficio Pastorale del Tempo Libero della Diocesi di Lucca, nell’ambito del progetto “Otri Nuovi” promosso dall’Arcivescovo Paolo Giulietti e con la collaborazione della professoressa Olimpia Niglio, Università di Pavia e Arcidiocesi di Lucca, ha elaborato il progetto “Geografie Sacre. Pellegrini della conoscenza” con il fine di avvicinare i giovani alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale religioso e a tutte le sue espressioni artistiche che, attraverso i colori, le forme e i significati intrinseci, aiutano ad intraprendere un importante “pellegrinaggio di fede” la cui accessibilità ci avvicina al tesoro dello Spirito.
Tutto questo si formalizza con momenti di formazione e visite guidate promosse dai giovani che aderiscono al progetto e in collaborazione con le comunità parrocchiali locali che aderiranno a questa iniziativa con il fine di far conoscere le chiese, le cappelle, gli archivi, i musei di arte sacra e i tesori della Versilia, della Piana di Lucca e quelli della Garfagnana, mediante programmi di condivisione e di partecipazione attiva. Obiettivo principale è approfondire il messaggio cristiano e conoscere i tesori della fede attraverso l’arte che rende accessibile la loro conoscenza. Infatti l’arte, grazie alla sua rappresentatività rendere accessibile e comprensibile il significato della fede e ne preserva la sua trascendenza. Così questo progetto, camminando sui nostri territori, ci aiuterà a scoprire anche il valore della nostra fede. Il progetto è condiviso anche sulla pagina “Pellegrinaggi” dell’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana.


Ogni viaggio comincia con un passo, ma alcuni passi hanno il potere di trasformare chi li compie. Geografie Sacre. Pellegrini della Conoscenza nasce da questa intuizione: che i luoghi sacri non siano soltanto mete, ma soprattutto spazi di incontro, memoria e rivelazione. Sono geografie che parlano, che custodiscono storie, che invitano a rallentare per ascoltare.
Il progetto si sviluppa come un cammino condiviso tra studiosi, studenti, istituzioni e comunità. Attraverso ricerche, mappe, testimonianze e percorsi educativi, esso ricostruisce la trama di itinerari antichi e contemporanei, mostrando come il pellegrinaggio sia, da sempre, un gesto universale: un movimento verso l’altro, verso l’altrove, verso il senso.
Le attività realizzate — dalla mappatura degli itinerari alla raccolta delle fonti, dagli incontri pubblici ai laboratori didattici — hanno permesso di intrecciare saperi diversi, creando un dialogo tra storia, spiritualità, arte e geografia. Ogni luogo visitato, ogni documento ritrovato, ogni voce ascoltata ha contribuito a comporre un mosaico di esperienze che supera i confini disciplinari.
Il progetto non si limita a raccontare i pellegrinaggi: invita a viverli. Propone una pedagogia del viaggio che educa allo stupore, alla responsabilità, alla cura del patrimonio. E costruisce ponti: tra generazioni, tra culture, tra istituzioni, tra chi custodisce la memoria e chi la riceve.
Geografie Sacre è, in fondo, un invito. A camminare con consapevolezza. A riconoscere la sacralità dei luoghi e delle persone. A diventare, ciascuno a suo modo, pellegrino della conoscenza. Tutto questo generare di volta in volta un sistema articolato di reti e collaborazioni che non sono determinate da uno schema generale e prestabilito ma ogni volta di genera e si sviluppa in base alle necessità del progetto.
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