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L'architettura e l'arte della memoria

In the long tradition of the Western rhetoric, there has been an original method that utilizes maximally the cognitive or ''heuristic'' power that physical spaces generate. Specifically, it is called the art of memory or the ''architectural'' mnemonic that is based on the combination of the spatial order and the compressibility of the images. By building sumptuous palace, gardens, and squares as virtual containers of information in his mind, the artist of the memory behaves as an ''architect of the mind''. This paper therefore aims to analyze this peculiar art from an architectural point of view first, then go on to examine its applicative aspects using the analysis of the 16th century encyclopedic treatise entitled Tipocosmia, which proposed a grand architectural framework based on the ars memorativa.

L'architettura e l'arte della memoria: la fabbrica del mondo progettata nella Tipocosmia (1561) di Alessandro Citolini.

 

Koji Kuwakino

University of Osaka, Japan

 

Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura,

esta selva selvaggia e aspra e forte

che nel pensier rinova la paura!

Tant'è amara che poco è più morte

 

I versi sopra riportati sono il celeberrimo incipit del capolavoro immortale del sommo poeta toscano, Dante Alighieri (1265-1321), che smarrito in un bosco oscuro e impenetrabile, cerca disperatamente una via d'uscita per salvarsi dall'imminente minaccia di morte. Il vagabondo di mezza età era stato cacciato dalla sua amata patria a causa del conflitto politico tra guelfi bianchi e guelfi neri, ed aveva ormai perso completamente lo scopo della sua vita. Trovandosi spaesato in territorio straniero, è sopraffatto dall'accumularsi di un’enorme quantità di nozioni quotidiane che avevano perso significato per un uomo tanto disperato. Proprio in quel momento, tuttavia, compare la maestosa figura di Virgilio, allegoria della Ragione, che porta luce razionale per rischiarare il buio caotico della selva. Per «campar d'esto loco selvaggio», il poeta toscano, incoraggiato dal vate, intraprende un «altro viaggio» a partire dal terribile Inferno per poi attraversare la scoscesa montagna del Purgatorio sempre aiutato da Virgilio, per arrivare infine, stavolta sotto la guida di Beatrice, al Paradiso. Pur essendo piena di vari ostacoli e difficoltà, la strada comunque risulta condurre direttamente alla sacra meta e Dante non si smarrisce più. In altre parole, una volta stabilito l'obiettivo finale, cioè la visio beatifica nel «giardino» paradisiaco a forma di petali di rosa dell’Empireo, il mare delle informazioni apparentemente caotico che circondava il protagonista diventa ordinato e si trasforma in spazi perfettamente regolari e tracciabili. Nella lunga tradizione della retorica occidentale, tale raffronto tra la selva oscura e il luminoso giardino ordinato viene spesso utilizzato: la prima è metafora di un caotico intreccio di saperi incoerenti e il secondo rappresenta le conoscenze perfettamente ordinate e facilmente riutilizzabili. Come suggeriva il poeta toscano, l'ammasso disordinato di nozioni potrebbe provocare un grande rischio conoscitivo – persino il pericolo di vita –, mentre i saperi classificati contribuirebbero all'attività intellettuale, permettendo un uso creativo delle nozioni.

Notevole interesse presentano, da questo punto di vista, gli esempi dell'immagine del giardino della prima modernità, epoca in cui si tenta di porre ordine nella congerie confusa del sapere causata da vari eventi coevi, quali la scoperta del nuovo mondo, lo sviluppo delle scienze moderne e l'invenzione dei caratteri mobili. Innanzitutto gli stessi giardini fisici dell'epoca diventano luoghi ideali per custodire collezioni enciclopediche, come dimostrano sia i sontuosi giardini manieristici, quali Pratolino e Villa d'Este a Tivoli, popolati da piante rare ed animali esotici, sia i primi orti botanici, quali quelli di Pisa e di Padova, corredati di grandi raccolte naturalistiche, oltre che di aiuole in cui venivano coltivati esemplari delle diverse specie vegetali.

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Ultimo aggiornamento: 17/01/2018 15:18

C. ROSSELLI Thesaurus artificiosae memoriae.jpg

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