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L'architettura si adatta

The definition of strategic planning able to describe a growing hierarchy of alterations of the preexistent, to define a progression of the grades of transformation, leads to the distinction of different categories of manipulation and different operators. However, inside an urban resoanable scenery as immense ruins, in which incomplete and abandoned fragments coexist, namely the refusal of the cities that is built (or tries to build itself), the ruins of the city of the story that identified in archeological sites or in the vestiges of historical monuments, as well as ruins from the late Modern, does still make sense to distinguish the project or renovation of a building from the project of the building? It is still necessary the distinction among the restorers, only guardians of the knowledge of some techniques able to scientifically solve the conflicts that every intervention of recovery involves, and creative architects.

Keywords: Ruins, Fragments, Renovation, Project

L’architettura si adatta

Azioni di manipolazione del costruito a gerarchia crescente di alterazione nell’analogia tra città contemporanea e i luoghi della ricostruzione post sisma.

 

Ludovico Romagni

Università di Camerino, Italia

 

Lo scenario urbano della città contemporanea è idealizzabile come una immensa rovina che genera una contraddizione dovuta alla complessità e alle differenze insite nelle parti che lo compongono. Se da un lato esiste tutta una serie di frammenti incompiuti e abbandonati, cioè i rifiuti della città che si costruisce (o tenta di farlo), dall’altro c’è la rovina della città della storia identificata nei siti archeologici o nei ruderi dei monumenti storici o del Tardo Moderno. Secondo Marc Augè la “città-cantiere” è la compresenza simultanea della costruzione e della distruzione nel suo rapporto conflittuale tra il tempo contemporaneo e il tempo della storia; al ritmo incessante delle trasformazioni attuali, si contrappone il tempo lento e inesorabile della città storica. Le rovine, ma soprattutto le macerie, non sono più episodi eccezionali nel tessuto urbano, sono ormai i caratteri riconoscibili e strutturanti della città; se è vero che il junkspace koolhaasiano è il risultato della modernità, allora la maceria è il paradigma descrittivo del paesaggio della città contemporanea che coesiste parimenti con la rovina all’interno dello stesso spazio. Malgrado la difficoltà con cui siamo costretti a convivere con quello che possiamo definire il “paradigma del costruito” in cui l’architettura, per la prima volta nella storia, sembra poter essere concepita esclusivamente come deriva-zione dell’esistente,  l’azione del “progetto sul progetto”, quindi di ricerca creativa e non solo tecnica, in questi scenari, assume un significato più profondo ed incisivo; rivendica l’ambizione di porsi come modello di una nuova strategia possibile per confrontarsi con l’architettura (tutta), superando l’impasse ideologico del conservare e spingendosi oltre i confini della disciplina del restauro, attivando una serie di azioni di riciclo capaci di innescare nuove relazioni e significati all’architettura esistente e al suo contesto.

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Ultimo aggiornamento: 12/01/2018 08:01

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