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Architettura in laterizio armato: la scuola di Eladio Dieste

Brickwork is a material with a long history of use, together with timber it is a material that has evolved with tradition and craft. Steel and concrete became and still are the predominant structural materials. Most engineering schools focus the teaching of structures around these two materials and relatively few schools include timber and brickwork in their curriculum. However by the middle of the 20th century, many engineers and academics began to re-appraise the use of brickwork and apply the techniques of research and analysis to brickwork. Research had actually started earlier but the major resurgence in interest is largely considered to have occurred in the 1950s when load-bearing engineered brickwork was used in the construction of tall buildings upto 18 storeys high with walls only 30 cm in thickness, which took advantage of the high compressive strength of the material and a rational engineering approach to the distribution of forces. A large research community developed, mostly in Europe, North America and Australia. Major conferences, research programmes and the development of national codes of practice for structural brickwork developed. This community was largely unaware of the work of Eladio Dieste, which was underway creating structural forms, construction techniques and analysis methods considerably in advance of what the community was itself working on.

Architettura in laterizio armato: la scuola di Eladio Dieste. L'Anfiteatro Parque Artigas a Las Piedras  -  Dipartimento di Canelones.

Agostino Catalano

Università degli Studi del Molise

 

 

Eladio Dieste è stato uno dei più importanti, ma incredibilmente poco conosciuto, ingegneri del secolo scorso. La sua produzione progettuale, molto tecnologica e riferibile alla Architettura tecnica, gli ha consentito di ottenere traguardi sia costruttivi che formali degni di maestri del calibro di Freyssinet, Maillart, Nervi, Candela, Torroja. Per quanto riguarda gli aspetti squisitamente compositivi egli si pone rispetto agli altri grandi progettisti della scuola del funzionalismo strutturale, che tanta traccia ha lasciato nella storia del costruito, in maniera innovativa non per le forme raggiunte quanto per la tecnologia con cui le realizza. Egli applica al laterizio la composizione più appropriata e tipica ad un materiale quale il calcestruzzo armato per rendere artistiche le sue strutture realizzate con il materiale da costruzione più classico tra tutti. Si può affermare che egli si sia proposto come continuatore dei processi progettuali artistici di Nervi e Torroja, e successivamente di Candela, con forme derivate dalla struttura che viene disegnata non secondo calcolazioni per materializzare quella sensibilità artistica, tanto invocata da Pier Luigi Nervi, che ha caratterizzato la progettazione degli ingegneri di quell’epoca e che ancora oggi vede Santiago Calatrava assoluto protagonista. Le sue opere sono molto legate alle condizioni socio-economiche dell’Uruguay, povero di materie prime, ma molto dotato di argilla essendo l’unico materiale da costruzione che non occorre importare. Eppure, questa non è la motivazione che spinge Eladio Dieste ad usare la tecnologia della muratura armata. Il suo credo progettuale con l’uso del laterizio è motivato dalla assoluta convinzione, poi dimostrata e manifestata ad altissimi livelli qualitativi e prestazionali, che con tale tecnologia si possono realizzare edifici e strutture che possono competere per resistenza ed espressione artistica con quelle in conglomerato cementizio armato. In ciò può essere considerato il “paladino” del mattone nell’era del calcestruzzo.

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Ultimo aggiornamento: 15/07/2017 12:44

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