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Il linguaggio della realtà: il razionalismo ''all'italiana''

The italian Rationalism, starting from Giuseppe Terragni, was aiming for continuity, in spite of the appearances of the clamor avant-garde, with historical tradition of the cities. Continuity that will be confirmed, amplified and clarified, from Giuseppe Pagano and Ernesto Nathan Rogers and that it will push their positions and the italian Rationalism in the territory of the Realism.
The Milan Rationalism of the years Seventy and Eighty, of Rossi, Grassi and Monestiroli, will be found to face the Italian reality in a social and economic climate deeply changed but always in continuity with the teaching of the masters. But has their work been able to meet that reality to which they aspired? I believe of no, if not in way fragmented and occasional. The Milan Rationalism seems to have forgotten the fundamental lesson of Rogers on the Time and seems clogged in an abstract architecture, ahistorical, although to lines poetic.

Il linguaggio della realtà: il razionalismo "all’italiana"

Alessandro Mauro

Dottore di ricerca in Progetto Architettonico e Analisi Urbana, Università degli Studi di Catania, S.D.S. Architettura, Siracusa, Italia

 

INCOMPRENSIONE

Ognuno vuol ritrovare

il proprio mondo riflesso

in un’opera d’arte.

L’artista lavora tutta la vita

per farvi conoscere il suo mondo.

Bruno Munari

 

Innanzi tutto, due reperti. Il primo è un disegno - per la verità due - che da quando vidi per la prima volta fra le pagine del Breviario di architettura di Giedion (Lancaster, 1943) non ho più dimenticato, a differenza del testo - purtroppo. I pochi e netti tratti di penna che definiscono i due edifici pubblici monumentali disegnati da Osbert Lancaster differiscono di poco, pochissimo: la postura e le fattezze delle statue ai lati della lunga scalinata e i simboli governativi. Soprattutto questi: la svastica per il primo e la falce e il martello per il secondo. Le didascalie chiariscono, se ce ne fosse ancora bisogno, l’ironico paradosso: «Architettura monumentale nella Germania nazista» dice la prima, «Architettura monumentale nella Russia sovietica» dice l’altra.

Il secondo reperto è un concetto espresso da Ingeborg Bachmann nelle cosiddette Lezioni di Francoforte, che la scrittrice austriaca tenne nell’inverno fra il 1959 e il 1960. La letteratura, secondo la Bachmann, è indissolubilmente legata alla società, ad uno stile nuovo non potrà non corrispondere una società nuova, «la realtà acquista un linguaggio nuovo ogni qualvolta si verifica uno scatto morale, conoscitivo, e non quando si tenta di rinnovare la lingua in sé» (Bachmann, 1959). Mettiamoli da parte un momento, ci serviranno fra poco.

 

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Ultimo aggiornamento: 09/01/2017 02:41

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