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Il complesso dello Spirito Santo a Napoli

The essay examines the building of the Faculty of Architecture in Naples, a work by the Neapolitan architect Marcello Canino, dean of the faculty in between the '40s and '50s of the twentieth century. The project is the result of a revamping work of a sixteenth-century religious complex, remodelled in the Baroque period. The Conservatory in the twentieth century housed accommodation and conditions of the building felt the weight of centuries. It was therefore decided to intervene demolishing much of what was left of the old complex and the new project was entrusted to Marcello Canino. The analysis is performed on historical and compositional plan, in the form of direct comparison between the previous religious building and the new building, by searching for analogies and references.

 

IL COMPLESSO DELLO SPIRITO SANTO A NAPOLI: L'INTERVENTO DI MARCELLO CANINO

Claudia Sansò

Università degli studi di Napoli Federico II  DiARC_Dipartimento di Architettura

 

Alla figura di Marcello Canino si è soliti associare, da un lato, il progetto urbano del grande complesso espositivo per la “Mostra delle Terre Italiane d'Oltremare”, dall’altro la realizzazione di architetture che a Napoli negli anni tra le due guerre hanno determinato il carattere del rione Carità, oggetto di un radicale intervento di bonifica urbana per volontà del regime fascista. Edifici urbani, monumentali - “elementi primari” applicando la nota definizione rossiana - quelli che Canino progetta all'insegna di una astrazione figurativa e di un classicismo che guarda al Nord Europa, in particolare a Bonatz, Hoffmann e Asplund. Vicino a Piacentini, sostenitore di una ricerca a cavallo tra modernità e tradizione, le architetture di Canino si riflettono in quel protorazionalismo o in una “modernità inattuale” che nei primi decenni del Novecento stava operando per dare una nuova immagine alle città d'Europa. In un periodo più tardo, dopo il II conflitto mondiale, Canino si misurerà invece con le preesistenze. Nella vicenda del progetto per la sistemazione del complesso dello Spirito Santo a Napoli, commissionatogli per incarico diretto dal Banco di Napoli alla fine degli anni ’50 del Novecento, Canino si confronta in particolare col tessuto stratificato della fabbrica religiosa rinascimentale. La chiesa, costruita in seguito all'abbattimento di una piccola cappella preesistente, appare ben visibile nella veduta del Baratta del 1629. Circa un secolo prima, nel ’500, si registra a Napoli un fenomeno di accaparramento dei terreni da parte degli ordini religiosi; in quel periodo il duca Pignatelli concede il suolo che fiancheggia la chiesa, tra via Toledo e via F. Pignatelli, ai Governatori dello Spirito Santo. Ne segue l’ampliamento della chiesa e del Conservatorio e la costruzione dell’Oratorio della Compagnia dei Bianchi. Nel 1589 viene annessa la cappella della Compagnia della morte o dei Verdi e nel 1590 il conte di Miranda dà la licenza ai governatori dello Spirito Santo di istituire la cassa di deposito. Viene quindi costruito il banco pubblico per accrescere le rendite del Conservatorio.

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Ultimo aggiornamento: 02/09/2016 10:19

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