Animazione Testata

Articoli

IL LEGNO LAMELLARE

The static conception of a warp of ''curved beams'' according to a horizontal position plane, hypothesized in glulam, it has had to confront with the impossibility of achieving structural elements with the desired geometry; the productive scenery, at present, solves only solutions arc mixtilinear, the only type derivable from the glulam with horizontal arrangement of the slats. This study, including the reasons for the detected limit, has investigated the technological feasibility of the glulam with a vertical arrangement of the slats, the only one that would allow a curvature in the horizontal position plane. To proceed in this direction, it was considered essential, advance, characterize the new material under the theoretical-experimental profile, analyzing the technical problems, to be addressed through a review of the production cycle, and researching the failure mechanisms, through a program of experimental tests.

Il legno lamellare tra limiti produttivi e potenzialità tecnologiche

 

Ornella Fiandaca

Dipartimento di Ingegneria Civile, Informatica, Edile, Ambientale e Matematica Applicata. Università degli Studi di Messina, Italia

 

La produzione di elementi strutturali curvi in legno lamellare

Nel panorama architettonico contemporaneo si osserva la continua ricerca di soluzioni tecniche capaci di superare i limiti posti dalla produzione industriale, per conseguire innovazione e qualità, per assecondare la volontà di stupire, talvolta per osare l’imponderabile. La ricerca applicata, sostenuta dall’ardimento dei progettisti, sfida se stessa proponendosi nuovi traguardi: i programmi prestazionali di ciascun materiale diventano sempre più complessi e vengono formulati per rispondere più da vicino a ogni caso specifico. A partire da connotati naturali - per la pietra come per il legno - da miscelazioni industriali - per il vetro come per i metalli - da composti sinterizzati - per i polimeri come per i compositi - la tendenza è di immaginare caratterizzazioni diverse per abbattere restrizioni geometriche, fisiche, chimiche, meccaniche, figurative.

Una lacuna riscontrata nel panorama produttivo a fronte di un’esperienza progettuale avviata ha innescato il desiderio di prendere parte a questa sfida tecnologica per confrontarsi con il superamento di un limite intrinseco alla natura del legno: la possibilità di essere curvato.

La concezione statica di un ordito di “travi curve” a giacitura orizzontale, immaginate nell’ambito di un progetto da realizzarsi in legno lamellare, si è bruscamente arrestata di fronte all’inattuabilità di elementi strutturali con la geometria ipotizzata. Il panorama produttivo, allo stato presente, risolve unicamente soluzioni mistilinee ad arco, le uniche derivabili da una ricomposizione della sezione lignea con la disposizione orizzontale delle lamelle.

Un’indagine in ambito commerciale ha consentito di conoscere e valutare le ragioni tecnico-scientifiche che non consentono attualmente di declinare una soluzione tecnica al problema, e di verificare quali studi teorici, programmi sperimentali e innovazioni tecnologiche, a breve, medio e lungo termine, dovrebbero attivarsi per consentire almeno l’elaborazione di un prototipo.

Bisogna sottolineare l’assenza, almeno sul territorio nazionale, di studi specifici in ciascuno degli ambiti coinvolti dal problema produttivo: progettuale, tecnologico, normativo, scientifico. Un solo esempio di realizzazione assimilabile, individuato nella trave di bordo di una pianta ellittica nella piscina Acquarena di Bressanone, è stato risolto come un problema contingente, ruotando di 90° un arco in legno lamellare con un limite produttivo di altezza pari a 22 cm, quindi nell’individualità del risultato, più che con la volontà effettiva di intraprendere analisi sistematiche finalizzate alla soluzione dei problemi rinvenuti e alla generalizzazione degli esiti.

Le ragioni per cui il legno lamellare in produzione non può assumere una morfologia curva nel piano orizzontale sono da riconoscere nella relazione matematica esistente fra il raggio minimo di curvatura realizzabile R e lo spessore dell’elemento da curvare s, che rende possibile unicamente la realizzazione di elementi strutturali con curvatura nel piano verticale: archi per conformazione geometrica e per concezione statica.

 

... ... continua la lettura mediante il pdf allegato
Ultimo aggiornamento: 22/10/2014 16:27

Prove laboratorio.jpg

N.File AllegatiDim
1FileEDA_Fiandaca_10_2014.pdf1233 kB
2FileProve laboratorio.jpg32 kB
Per vedere i file è consigliabile cliccare sul nome con il tasto destro e scegliere "Salva oggetto con nome..."


Home | Reti Tematiche | News/Eventi | Link | E-book |Books | Rivista | Credits | Editorial Board | Contatti