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KARL H. BRUNNER E L'URBANISTICA ORGANICA IN COLOMBIA

Between 1900 and 1950, the Latin American cities have received cultural influences from Europe. The main cities of South America, in those years, were suffering from severe alterations and environmental changes, and the social contrasts were many strong. The Latin American city had lost its cultural identity and, at the same time, the city was trying to acquire a new image. In this complex cultural context advances the Austrian city planner Karl Brunner (1887-1960). Brunner had studied in Vienna and in 1929 he had started working in Chile and then in 1933 in Colombia. Brunner works 20 years of his life in Latin America where he left important works and contributions. This paper intends to analyze the work of Karl H. Brunner for the development plan of Bogotá's city (1933-1938) and the introduction of organic planning.

KARL H. BRUNNER E L’URBANISTICA ORGANICA PER LO SVILUPPO DELLA CITTA’ DI BOGOTÁ (1933-1938)

 

Olimpia Niglio, Professor, Universidad de Bogotá Jorge Tadeo Lozano, Colombia - Kyoto University Graduate School of Huamn and Environmental Studies, Japan

 

 

La nuova identità della città latino-americana: note introduttive

Nel centro e sud America, a partire dal XVI secolo, con la colonizzazione spagnola e portoghese si era affermato il modello della città reticolare e fortificata. Non sempre però le condizioni topografiche avevano reso possibile lo sviluppo corretto di questo modello urbano che trovava le sue origini nella cultura greco-romana. Tuttavia questo modello si era fortemente affermato nella fondazione delle principali città sia dell’area caraibica, quali Santo Domingo (1498), Santiago de Cuba (1515), La Avana (1519) ed ancora Panama (1519), nonché delle città più a sud del continente quali Quito (1535), Lima (1535), Bogotá (1538) e Santiago del Cile (1541) [1]. Del tutto differenti i riferimenti culturali tra gli spagnoli che pianificavano città fortificate lungo le coste e nelle zone più pianeggianti ed i portoghesi che invece prediligevano le alture. Tuttavia la particolare condizione orografica del territorio latino americano aveva favorito, sin dall’epoca precolombina, lo sviluppo di insediamenti lungo le alte pendici della cordigliera andina e questo è testimoniato dal fatto che gli stessi colonizzatori fondarono le loro città in corrispondenza di queste preesistenze indigene. L’urbanista argentino Ramón Gutiérrez nell’analizzare questa fase storica, che cambiò fortemente l’identità culturale dell’intero continente americano, afferma che gli spagnoli durante la fondazione delle città, più che dalle istruzioni proprie della Corona di Spagna, furono particolarmente influenzati dai modelli urbani rinascimentali (di derivazione vitruviana) nonché dalla loro grande esperienza nel realizzare città fortificate sul modello del castrum romano [2]. Ovviamente questi tracciati urbani trovarono su tutto il continente americano soluzioni e sviluppi molto differenti tra loro perché un altro aspetto di non irrilevante valore era costituito dalla stretta relazione con l’ambiente in cui la nuova città si insediava. Geografi europei, quali Bähr Jürgen e Mertins Günter, affermano che nella prima fase della conquista la fondazione delle città era più regolata da fattori funzionali piuttosto che da riferimenti culturali. Infatti il modello reticolare allo stesso tempo consentiva di ripartire chiaramente le principali funzioni della città, di realizzare spazi pubblici, di controllare la sicurezza urbana nonché di poter implementare facilmente sviluppi futuri [3]. Tali modelli urbani si consolidarono nel corso del tempo fino a tutto il XIX secolo quando i primi movimenti indipendentisti e la rottura con la Spagna avevano anche favorito una ricerca di identità culturale più legata alle proprie radici pre-colombine piuttosto che a quelle spagnole che avevano dominato il continente latino americano per oltre tre secoli. I movimenti indipendentisti nell’America del sud, a differenza del nord, avevano sviluppato forti sentimenti di solidarietà tra i differenti strati sociali, metodi che però avevano garantito anche una certa continuità di quella cultura coloniale da cui intendevano distaccarsi.

 

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Ultimo aggiornamento: 01/04/2014 20:47

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