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SISTEMI DI VENTILAZIONE NATURALE

The study consists of developing a methodology for the design of natural ventilation systems, based on information legislation, which has the scope of the school building. It configures as an instrument to support the renovation project, for the definition of integrated performance between the building envelope and natural ventilation systems through horizontal, structured in a set of sheets containing preliminary guidelines in terms of comfort, quality management and environmental compatibility.

Keyword: comfort, quality management, environmental compatibility

INDICAZIONI PRELIMINARI PER L’INTEGRAZIONE DI SISTEMI DI VENTILAZIONE NATURALE PASSANTE ORIZZONTALE NEGLI EDIFICI SCOLASTICI ESISTENTI

Luciana Milazzo, Università Mediterranea di Reggio Calabria

 

Introduzione

La ventilazione naturale è una tecnica di ricambio dell’aria viziata, attuabile senza l’ausilio di dispositivi impiantistici (per mezzo di “motori naturali”, quali il vento e l’effetto camino) che, durante il periodo estivo o in ambienti a forte carico termico interno (uffici, edifici commerciali e scolastici), associata a strategie per il controllo del surriscaldamento delle strutture, diventa anche un sistema di raffrescamento naturale.
L'impiego di sistemi di ventilazione naturale, in alternativa a quelli di ventilazione meccanica, riveste un'importanza strategica nella gestione della politica energetica e ambientale degli edifici. Tali sistemi, infatti, producono una serie di effetti positivi, quali la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti, incluse quelle dei gas serra; la riduzione dei rischi di inquinamento biologico indoor, dovuti anche ad errori nella scelta dei materiali e all’inefficienza di gestione degli impianti di condizionamento e ventilazione meccanica esistenti.
È necessario, pertanto, che gli obiettivi di controllo della qualità dell’aria e del comfort siano esaminati in modo congiunto, individuando e mantenendo le relative specificità, in quanto, le portate d’aria, richieste per garantire un risultato globale soddisfacente, possono risultare diverse, così come le conseguenti soluzioni tecniche. Tuttavia, mentre un impianto di climatizzazione di tipo meccanico, purché correttamente dimensionato e gestito, è quasi sempre in grado di garantire il controllo delle condizioni ambientali in qualunque circostanza, nel caso dei sistemi di ventilazione naturale è necessario accettare delle variazioni “importanti” delle sensazioni di benessere, che richiedono l’assunzione di un comportamento meno passivo, che può comportare una revisione del concetto di comfort. Un ulteriore aspetto del problema è rappresentato dall’esigenza di promuovere un’integrazione tecnologica forte a livello progettuale fra le caratteristiche del sistema di ventilazione e le peculiarità dell’edificio, sia dal punto di vista della distribuzione e del dimensionamento degli spazi interni, sia dal punto di vista della definizione degli elementi di involucro.
In tal senso, il presente lavoro illustra i risultati di un’esperienza di ricerca elaborata quale tesi finale del Master Edilman (“Management Ambientale con specializzazione in Edilizia Sostenibile”, conseguito nel 2004 presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria), dal titolo “Indicazioni progettuali preliminari per l’applicazione di sistemi di ventilazione naturale passante orizzontale nell’edilizia scolastica. Caso studio: il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria”, a compimento di un periodo di stage svolto, insieme all’arch. Cherubina Modaffari, presso l’ENEA di Casaccia (Roma), Unità di agenzia per lo sviluppo sostenibile uso efficiente dell’energia e città sostenibile, sotto la guida del tutor Arch. Gaetano Fasano.
Lo studio si collocava in un ambito tematico individuato dalla direttiva 91/2002/UE sul rendimento energetico degli edifici, che aveva l’obiettivo di “(…) promuovere il miglioramento del rendimento energetico degli edifici, considerando le condizioni locali e climatiche esterne, nonché le prescrizioni per quanto riguarda il clima degli ambienti interni e l'efficacia sotto il profilo dei costi. (…)”, attraverso l’adozione di una metodologia generale a livello nazionale e differenziabile a livello regionale, per il calcolo del rendimento energetico integrato degli edifici ed esprimibile in maniera trasparente per indicare il valore delle emissioni di CO2. La metodologia doveva essere applicata agli edifici in funzione della loro tipologia, dimensione e uso (abitazione, uffici, scuola ecc.) e la misurazione del rendimento energetico doveva considerare diversi fattori, tra i quali anche la ventilazione naturale, nonché il controllo delle prestazioni dei sistemi impiantistici dell’edificio.
Tale direttiva (recepita in Italia dai Decreti legislativi n. 192/2005, n. 311/2006, dal DM 59/09 Linee Guida per la certificazione energetica degli edifici), di recente è stata integrata dalla direttiva 31/2010/UE che prevede, dal 31 dicembre 2020, che gli edifici di nuova costruzione (2018 per gli edifici pubblici) abbiano un’altissima prestazione energetica (“nearly zero energy buildings”), in presenza di una significativa quota del fabbisogno energetico coperta da fonti rinnovabili. Per gli edifici esistenti, inoltre, riprende il requisito economico, introdotto dalla direttiva 91/2002/UE, inserendo l’analisi dei Costi benefici, tra i parametri di valutazione per la riqualificazione energetica, prevedendo nuovi standard e nuove metodologie comparative, distinti per tipologie di edifici, con una definizione di limiti intermedi di efficienza energetica fino al 2015. Tutto questo richiede un’integrazione del quadro legislativo nazionale in merito a raffrescamento, illuminazione e ventilazione, con il conseguente aggiornamento del DM 59/09 Linee Guida per la certificazione energetica negli edifici.

L’attenzione all’incidenza della ventilazione sul rendimento energetico degli edifici trae origine da due osservazioni fondamentali. Innanzi tutto, l’influenza della ventilazione tende a divenire predominante sul fabbisogno energetico annuale di un edificio, che, per essere contenuto entro determinati limiti fissati per legge, richiede l’adozione di elevati livelli di isolamento termico dell’involucro edilizio (il ricambio d’aria è strettamente collegato al consumo di energia ed alla sua dispersione sotto forma di calore; è quindi necessario valutare attentamente il rapporto tra costi e benefici e favorire un utilizzo razionale dell’energia, salvaguardando sempre il principio della salubrità degli ambienti). Inoltre, una costante crescita della domanda di climatizzazione estiva, sia nel residenziale che nel settore terziario, si traduce in un consumo considerevole di energia elettrica (l’utilizzo razionale dell’energia costituisce un importante fattore di contenimento o riduzione dell’inquinamento atmosferico).

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Ultimo aggiornamento: 08/11/2012 20:49

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