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Utopia?

The city is energy: a where the food is related to the energy flows into and out. Throughout its history could be reinterpreted on energy, linking the form to the energy use, and how to vary the latter, also vary the first constantly. If form and function of the city depend on the availability in the area of energy networks and infrastructure and whether these have a direct impact in its spatial conformation, such as new renewable sources and technologies will change the shape of next city?


Utopia?

Ilaria Giovagnorio

Facoltà di Architettura, Università degli Studi di Cagliari
Regione Autonoma della Sardegna

Il 21 agosto abbiamo conseguito un ulteriore traguardo sfortunato nella corsa verso la sostenibilità futura: solo otto mesi per consumare il budget totale delle risorse che il pianeta Terra ci mette a disposizione per poter sopravvivere un intero anno. Non potendo fermare il sistema terrestre fino al 2011, l’unica azione possibile è metter mano alle riserve della stiva accumulate in miliardi di anni e riservate alle generazioni future. Se, nel 1961, alla popolazione erano sufficienti la metà delle risorse disponibili annualmente sulla Terra, a causa dell’aumento demografico e dello stile di vita adottato negli ultimi cinquant’anni si è giunti nel 1986 al limite oltre il quale abbiamo cominciato a consumare più di quanto avessimo a disposizione, toccando oggi le soglie del 150% (pari alle risorse prodotte in un anno da un pianeta e mezzo). Se continuassimo sulla linea tracciata fin’ora, entro il 2050, necessiteremmo così di una seconda Terra per rifornirci di tutto il necessario alla nostra sopravvivenza; una previsione che mostra l’esigenza di urgenti cambiamenti verso un modello di sviluppo ecologico che si basi sui valori dell’equità, del rispetto e della parsimonia.

Un’esigenza legata soprattutto, oltre che ad un problema etico nei confronti delle generazioni future, alla presa di coscienza, avvenuta già verso la fine degli anni Settanta, che la strada energetica intrapresa ha una conclusione legata all’esaurimento delle risorse disponibili. Oggi diventa sempre più necessario divenire consapevoli delle conseguenze legate alle scelte passate, riconoscere le implicazioni che hanno avuto nelle problematiche attuali e accettare l’urgenza di un modello di sviluppo ecologico alternativo, che prenda distanza da quello attuale basato su fonti fossili finite altamente inquinanti, su uno stile di vita iniquo e dispendio, su una crescita demografica e urbana continua e su un consumo incessante delle risorse naturali.

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Ultimo aggiornamento: 19/01/2011 04:47

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