Animazione Testata

Articoli

Il restauro come pelle: Villa Antonietta a Palermo

Of the many Liberty buildings in Palermo, this article describes Villa Antonietta, a building relatively unknown and of obscure attribution. Recently, restoration work has been undertaken. Here, for the sake of brevity is described solely a few issues related to the theme of colour in the Liberty style that in this Villa have been undertaken according to the principles of philological restoration, based upon the pre-existing examples in Mondello, where the Villa is situated.


Il restauro come pelle: Villa Antonietta a Palermo

Emanuele Walter Angelico, Università degli studi di Palermo

 

Alla fine dell’Ottocento, Palermo viveva un momento di grande floridezza economica. Per merito della famiglia Florio e per iniziativa dello stesso Ignazio Florio Junior, nasceva in Sicilia una nuova attenzione turistica. Nello stesso periodo, dopo la bonifica della “Palude di Mondello”, s’iniziò la colonizzazione dei terreni limitrofi allo scopo di trasformarli in un nuovo sbocco (fuori porta) per la città di Palermo. Il primo progetto urbanistico fu dell'Ingegnere Luigi Scaglia e prevedeva un piano tecnico e finanziario per la valorizzazione del territorio con la costruzione di molti “villini”, di una grande stazione balneare e l'impianto della tranvia elettrica. 
Con la legge speciale del 1910, che autorizzava la vendita dei terreni annessi alla tenuta “Real Favorita”, il Comune di Palermo, dopo numerose trattative, diede una concessione speciale alla società “Les Tramways”, costituitasi a Bruxelles nel 1909. Con tale concessione la società italo-belga “Les Tramways de Palerme” s’impegnava a costruire una linea tranviaria elettrificata, un grandioso stabilimento balneare, trecento “villini”, un grande albergo, un parco, una chiesa e altre opere che avrebbero reso Mondello una delle stazioni climatiche più importanti a livello internazionale.
Tutto ciò accadeva mentre in Italia nasceva il Liberty, nuovo movimento nel campo delle arti decorative e architettoniche con elementi floreali tipici della Belle Époque: iniziava così la trasformazione di Mondello, da piccolo borgo di pescatori a centro balneare.
Furono costruite svariate ville tutte con lo spirito del tempo, così come lo stabilimento balneare progettato dall'Ingegnere Rodolfo Stalker dell'Ufficio della società italo-belga, che ripropose il Liberty nella sua più elevata espressione stilistica. Da qui nasce l’ispirazione di facoltosi signori del tempo, che scelsero questa zona quale miglior luogo per la propria residenza estiva.
Tra tutte le città italiane interessate a tale fenomeno artistico e culturale, Palermo è senza dubbio quella in cui sopravvivono maggiormente le testimonianze più interessanti e caratterizzanti, dove gli architetti rispondevano ai nomi di Basile, Alagna, De Giovanni, Rivas, rappresentanti e punto di riferimento per tutta la corrente. Negli anni della Belle Époque, il Liberty a Palermo coincise con un risveglio di iniziative e di dibattiti culturali cui presero parte anche imprenditori e industriali del calibro di Rutelli, Utveggio, Florio, Whitaker, Sandron, divenendo essi stessi committenti di architetti e di ingegneri, promotori di tale particolare riforma dell'abitare.
Ernesto Basile fu il principale protagonista del Liberty palermitano e ne testimoniano la sua produzione opere come: lo Stand Florio del 1905; il chiosco Ribaudo in Piazza Castelnuovo del 1916; la Villa Igiea del 1899; il Villino Florio del 1881; il Villino Ida Basile del 1903; il Kursaal Biondo del 1913; il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia del 1912; il chiosco Ribaudo del 1887 in Piazza Verdi. Villa Igiea, in particolare, nasce per volere della famiglia Florio e venne progettata nel 1908 sovrapponendosi ad una costruzione precedente ispirata al Quattrocento siciliano di proprietà di un gentiluomo inglese (Downviller). La cosiddetta "Sala Basile", decorata con splendidi affreschi del pittore E. De Maria Von Bergler, è un esempio di come anche a Palermo si rispondesse al principio -tipico del Liberty - di pensare alla progettazione anche degli elementi di arredo, oltre che delle parti architettoniche degli edifici. Si trattava, infatti, di una progettazione che considerava importante estendere i principi compositivi del Liberty a tutti gli aspetti dell’abitare.

 

 . . . . . . . .  continua la lettura dal pdf allegato

Ultimo aggiornamento: 06/11/2010 16:09

prospetto.jpgprima del restauro.jpgdopo il restauro.jpg

N.File AllegatiDim
1FileVILLA ANTONIETTA.pdf2220 kB
2Fileprospetto.jpg277 kB
3Fileprima del restauro.jpg184 kB
4Filedopo il restauro.jpg357 kB
Per vedere i file è consigliabile cliccare sul nome con il tasto destro e scegliere "Salva oggetto con nome..."


Home | Reti Tematiche | News/Eventi | Link | E-book |Books | Rivista | Credits | Editorial Board | Contatti