Animazione Testata

Articoli

La cripta di San Michele in Borgo a Pisa: un tesoro da salvare

The crypt of church of San Michele in Borgo was discovered by Alessandro da Morrona during the XIX century. Probably, the crypt belonged to the native building of X century and it´s vault was decorated with frescos during the XII century. Important repairs were effected by Peleo Bacci in the 1911 and by Piero Sanpaolesi and Massimo Carmassi during the second postwar period. Unfortunatly, the intervention of repair were never brought to term and nowadays the crypt appears in state of neglect.

CRYPT-FRESCOS-RESTAURATION

La cripta di San Michele in Borgo a Pisa: un tesoro da salvare

Fabiana Susini, dottore in Storia dell'Arte, Università di Pisa

Nei sotterranei della chiesa di San Michele in Borgo, vi è un ambiente, che risulta ad oggi invaso dall’acqua di falda, dal quale si accede attraverso una scaletta situata dietro al coro.

Agli inizi del Novecento, già il Bellini Pietri, nella sua Guida di Pisa, riteneva che la cripta non fosse da ritenersi avanzo di fabbrica precedente alla chiesa, ma porzione della chiesa del secolo X o XI. Le volte di essa sono sostenute da colonne di granito con semplice abaco, e conservano interessantissimi resti della primitiva decorazione, a ornati con figure di animali fantastici. Anche secondo Piero Sanpaolesi, tale ambiente non poteva appartenere all’edificio di XII secolo perché manca fra questi qualsiasi connessione planimetrica ed altimetrica e sarebbe bensì da considerarsi il residuo di un precedente edificio ecclesiastico, diversamente orientato, presumibilmente risalente al X secolo. Nel suo scritto «Il duomo di Pisa e l’architettura romanica toscana delle origini», il Sanpaolesi aveva inoltre osservato che

questa cripta ha delle ampie crociere a spigoli arrotondati, su grosse colonne cilindriche o, meglio che colonne, sostegni cilindrici privi delle proporzioni che assegnano alle colonne e senza capitelli, ma con una estesa e spessa tavoletta su cui posano direttamente le volte. Nella ricostruzione della seconda chiesa, del secolo XII (prima metà) la chiesa dovette avere una cripta a pontile che però, pur costruita, non entrò mai in uso perché la cripta della vecchia chiesa non fu mai demolita, tantoché è giunta fino a noi. Le due strutture dovettero comunque coesistere per qualche tempo (10 o 50 anni forse). Questa seconda cripta a pontile fu poi demolita infatti e ne sono testimonianza evidente da un lato le tracce delle volte sulle pareti laterali destra e sinistra poi coperte da affreschi decorativi che datavano la demolizione almeno al secolo XIII e dall’altro le colonne del presbiterio rimaste sospese quasi su un alto stilobate.
 
Nei libri appartenenti al monastero di San Michele e risalenti ai secoli XIV – XVIII, non è mai nominata la cripta come luogo di culto, ma con molta probabilità questo ambiente, di cui non abbiamo traccia nei documenti di XIV e XV secolo, fu usato successivamente dai monaci prima per le sepolture degli stessi e poi per motivi ben più materiali. Risale infatti al 1610 un ricordo nel quale venne costruita 

una porta da potere entrare nel cimiterio sotto la chiesa, considerato anco che per torre via l’umido si del cimiterio come della compagnia (di Sant’Orsola) saria bene farsi lastricato.

 . . . . .  . . . continua la lettura dal pdf allegato

Ultimo aggiornamento: 29/10/2010 16:20

San Michele borgo.jpg

N.File AllegatiDim
1FileCripta_San Michele Borgo_Pisa_2681 kB
2FileSan Michele borgo.jpg103 kB
Per vedere i file è consigliabile cliccare sul nome con il tasto destro e scegliere "Salva oggetto con nome..."


Home | Reti Tematiche | News/Eventi | Link | E-book |Books | Rivista | Credits | Editorial Board | Contatti